two people holding short coated tan dog

I BISOGNI DEL CANE: l’A,B,C!

Le domande alle quali vorrei rispondere sono: Conosci davvero i bisogno del cane che hai adottato? E quali sono i bisogni  A,B,C fondamentali, che bisogna invece considerare?

Molti sono convinti che dare una casa, accudire il cane con del buon cibo, carezze e giochini rende il cane felice di stare con loro. Purtroppo devo sottolineare che questo non rende felice il vostro compagno.
Alla luce delle nuove frontiere scientifiche, dei risultati nell’ ambito del comportamento cognitivo e relazionale del cane e della loro valenza nella nostra società posso affermare che non è piu l’ aspetto fisiologico (cibo, accudimento, etc.) la base a cui la famiglia deve fare riferimento o provvedere a soddisfare. Sono altri aspetti che garantiscono, di conseguenza, anche i bisogni cosiddetti ‘primari’ e sono definite le 5 libertà: libertà dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione; libertà dai disagi ambientali; libertà dalle malattie e dalle ferite; libertà di poter manifestare liberamente le caratteristiche comportamentali specie-specifiche; libertà dalla paura e dallo stress.

Certo, qualcuno potrebbe dire: rispettassero almeno queste, tante aberrazioni nei loro confronti non avverrebbero!

È vero, ma è considerare anche solo queste che ancora oggigiorno facilitano certe devianze! Queste cosiddette 5 Libertà sottolineano ancora una volta un senso di “concessione” da parte dell ‘essere umano nei confronti degli animali da compagnia, sottolineano ancora una volta una certa minoranza della specie nei nostri confronti.

Ancora oggi le nostre legislazioni basano i diritti degli animali da compagnia  solo sul garantire loro benessere e sicurezza fisiologica e questo basta e avanza. Mi chiedo come possiamo noi cambiare certe dinamiche, prese di coscienza, se la legge continua a basarsi su principi zootecnici e non zooantropologici?

Questo è il cambiamento, questo è quello che deve cambiare: non esiste una minoranza nella natura, di cui noi esseri umani facciamo parte tanto quanto loro, tutto si è evoluto in coabitazione seguendo ognuno le proprie specifiche. Il cane si è coevoluto con noi, ha adeguato le sue caratteristiche comportamentali e quindi mentali vivendo in maniera molto stretta con l’essere umano. Questa coevoluzione puó essere avvenuta solo se il nostro canis species ha una MENTE, cioè è capace di processi mentali! 

Pertanto e in considerazione di questo, gli aspetti a cui fare riferimento quando adottiamo un cane sono:

Considerare il nostro cane parte della sistemica familiare

Considerare la sua necessità di socializzazione

Dare valore alla sua alterità

I sentimenti e le emozioni fanno parte del suo corredo comportamentale

Cosa produrrebbe una simile valutazione e riconsiderazione dei bisogni?

Già considerando questi macroaspetti verrebbero rispettati non solo i bisogni fisiologici del cane, ma si eviterebbero quelle sottili e subdole piaghe che la nostra società opera nei suoi confronti, come l’abbandono non solo fisico del cane, ma anche psicologico lasciandolo deprimere e morire di solitudine, il riportarlo in canile dopo poco tempo o in prossimità della vecchiaia o perché incompatibile con un’ altro cane, magari della fidanzata/o, o magari lasciato vagare da solo per fare i suoi bisogni (pratica ancora utilizzata). La  consapevolezza da parte dell’umano su questi aspetti è centrale.
Considerare il cane come componente di una sistemica familiare, significa dare un ruolo, dare valore al suo essere parte integrante della famiglia, intesa come gruppo di uno o piu elementi, che vivono insieme.

Non c’ è sistemica, se non c’è relazione! Non c’è relazione, se non c’è  consapevolezza e riconoscimento del valore dell’ altro, ossia il riconoscimento delle sue qualità e capacità, delle sue intuizioni, del comprendere i suoi bisogni emotivi, motivazionali e cognitivi, del riconoscere che il suo agire è una conseguenza di processi mentali.

L’ essere umano è un animale sociale, e minare o delimitare questo dato di fatto significa portare a derive cognitive, psicologie e fisiologiche fin dalla piú tenera età. Il cane è un animale sociale. Pertanto lo stesso discorso vale per il cane, con tutte quelle conseguenze il piú delle volte drammatiche tanto per l’ essere umano quanto per il cane.

Il suo valore è nella sua alterità! Il suo valore risiede nella sua diversità, non intesa come emarginato, diverso, alienato, ma come proprietario di competenze, capacità che a noi mancano!
Se considerassimo questi aspetti ‘diversi’ come tesoro a nostra disposizione, probabilmente avremmo un maggior rispetto nei loro confronti a prescindere! Per quanto riguarda il considerare i sentimenti e l’ emozione che i nostri compagni a 4 zampe hanno, molti di noi non hanno bisogno di prove scientifiche, se pur esistono, perché lo sentono, lo vedono.